Atlanti di Botanica

di Clara Stevanato e Sara Valinotti

L’autunno di Giardini Letterari, la rubrica mensile con la quale Sara e io vi parliamo di letteratura verde e gardening tips, si conclude con due testi di cui ci siamo innamorate.

Il loro formato – grande e più vicino a quello degli albi -, le illustrazioni, i font, le copertine rigide: tutti questi elementi rendono Atlante di botanica elementare e Atlante di botanica poetica (oltre, a tutti gli altri Atlanti della collana) due testi tra i più belli e interessanti del catalogo L’Ippocampo. Questo editore, di cui avevamo già scritto a proposito di Emily Dickinson e i suoi giardini, ha un catalogo di altissima qualità e che presta molta attenzione proprio alla letteratura verde di cui amiamo occuparci. I due Atlanti che vi proponiamo qui affrontano la botanica in modi molto diversi, entrambi appassionanti per ogni lettrice e lettore, più o meno esperta/o in materia.

Atlante di botanica elementare è la raccolta di otto lettere e di alcune altre considerazioni personali di Jean-Jacques Rousseau a proposito di botanica. È il 22 agosto 1771 quando il filosofo francese inizia una corrispondenza con madame Madeleine-Catherine Delessert a tema botanico: l’intento è quello di divertire la figlioletta di madame Delessert, Marguerite-Madeleine detta Madelon, di quattro anni. I due, amici di famiglia che si chiamano reciprocamente cugini, si scrivono lungamente e le lettere di Rousseau dedicate alle piante e alla divulgazione della botanica si prolungano fino alla primavera del 1774. Rousseau, che sta vivendo gli ultimi anni della sua vita a Parigi in un crescente e volontario isolamento, si diverte a scrivere nozioni elementari di botanica di volta in volta più approfondite, esplicitando in maniera mirabile il suo spirito educativo e didattico già pienamente emerso nell’Émile.

È curioso leggere con quanta semplicità riesca a dare nozioni di botanica anche piuttosto complicate (soprattutto per la novità che lo studio della botanica – ritenuto dai più inutile, al tempo – rappresentava) a una persona adulta pur sapendo che la destinataria è una bambina molto piccola. 

Se offriamo ai vostri figli solo un’occupazione divertente, veniamo meno alla metà più significativa [e la migliore] del nostro scopo, che consiste nell’esercitare la loro intelligenza divertendoli, e nell’abituarli all’attenzione. Prima di insegnar loro a indicare per nome ciò che vedono, cominciamo a insegnar loro a vederlo. Questa scienza (la botanica, ndr), trascurata da tutti i progetti educativi, deve costituire la parte più importante della loro educazione. 

Rousseau

Jean-Jacques Rousseau non viene mai meno alla tesi che ritiene essenziale per appassionarsi e studiare la botanica, a qualsiasi età: l’osservazione all’aperto. Per lui occorre stare in mezzo alla natura – possibilmente selvatica, il bosco o la campagna – e dedicarsi attentamente alle piante guardandole in vita nel loro ambiente ideale. Osservarne le diverse parti alla luce del sole, le differenti fasi di crescita è importante tanto quanto possedere delle nozioni specifiche in materia: è inutile conoscere lunghe liste di nomi e di caratteristiche se poi non si sanno riconoscere le piante, se non vi è applicazione pratica.

Le idee di Rousseau in ambito educativo sono all’avanguardia e non vengono certamente smentite in questo inusuale carteggio botanico. Per gradi di difficoltà, il filosofo presenta a madame Delessert sette famiglie, prodigandosi in esempi e in descrizioni particolareggiate e ricche di consigli volti a incuriosire la piccola destinataria del suo sapere. In queste lettere Rousseau spiega la botanica a una madre dandole i giusti strumenti per rivolgersi a sua volta a una bambina, il tutto passando soltanto attraverso la parola scritta. Una metodologia che, al giorno d’oggi, ci pare quasi desueta eppure, ma che, a mio parere, rimane ancora la più efficace in molti casi poiché in grado di solleticare allo stesso tempo attenzione, immaginazione, memoria, sensorialità fine.

La lettera che più abbiamo preferito è l’ultima, interamente dedicata alla creazione di un erbario: Rousseau spiega passo passo come realizzarne uno ed è stupefacente rendersi conto, nella nostra era altamente tecnologica, che ancora oggi possiamo creare un erbario esattamente così.

Innanzitutto c’è una provvista da fare, e cioè cinque o sei risme di carta grigia, più o meno la stessa quantità di carta bianca, della stessa grandezza, abbastanza resistente e ben incollata […] Sarebbe anche auspicabile che aveste un torchio della grandezza della vostra carta […] una lente d’ingrandimento, strumento del quale un botanico non può fare a meno, come non può fare a meno d’un ago e d’un paio di forbici da taglio.

Rousseau

Atlante di botanica elementare, per la traduzione (e prefazione) di Enzo Cocco e le illustrazioni di Karin Doering-Froger, si rivela una lettura ottima da compiere a ogni età; appassionante e gioioso per gli occhi, questo prezioso volume si presta benissimo a essere anche un bel regalo natalizio.

L’altro libro di cui vogliamo parlarvi è Atlante di Botanica poetica, di Francis Hallé: un erbario inconsueto dedicato alle specie vegetali più esuberanti che crescono nelle foreste tropicali del mondo. L’autore, botanico e esploratore, sensibile e impegnato nelle questioni ambientali, studia l’ecologia delle foreste pluviali da oltre 40 anni e in questo libro disegna per il lettore un panorama straordinario costituito da piante danzanti, fiori camaleonti, alberi sotterranei ed enigmatici.

Si tratta di un erbario selettivo e ricco al tempo stesso, che riunisce il lavoro di una vita: alterità e bellezza, estetica e poesia sono le parole che ritmano il volume di Hallé. Il libro si divide in cinque sezioni: piante da record, adattamenti, comportamenti misteriosi, coevoluzione tra piante e animali e peculiarità biologiche; sulla scia dei grandi naturalisti del passato, Hallé si iscrive nel solco della tradizione delle schede botaniche di Aldrovandi, de Mutis, Hainard e Mansion dotando ogni pianta di un’illustrazione non banale né scientifica che ne richiama tuttavia le principali caratteristiche in maniera originale e ludica.

Scorrendo le pagine del libro vi imbatterete in invadenti Giacinti d’acqua (Eichhornia crassipes), nel fiore più grande del mondo – la Rafflesia -, nella pianta travestita da fungo originaria della Guyana (Helosis cayennensis), in orchidee senza foglie (Microcoelia caespitosa), in misteriosi alberi che non riescono a perdere le foglie come l’Eucalyptus perriniana, o nella pianta presente sul nostro pianeta terra dal giurassico, l’Araucaria. Un viaggio da una parte all’altra del mondo, seguendo la linea dell’Equatore, attraverso un ecosistema fragile quanto affascinante, che necessita protezione e salvaguardia. 

Come realizzare un erbario fai da te ?

Materiali & Consigli

Per realizzare un erbario fai da te bastano poche accortezze e del materiale facilmente reperibile. 

Foglie e fiori

Fogli di giornale

Libri o pressa in legno (facile da realizzare con due pannelli di compensato e delle viti)

Raccoglitore

Buste in plastica

Penna, matita e scotch

Per prima cosa sarà necessario raccogliere le foglie e eventualmente i fiori, meglio se in una giornata asciutta; fotografatele (fate una foto anche all’albero o al cespuglio per aiutarvi nel riconoscimento a posteriori) e mettetele a seccare tra fogli di giornale sotto un grosso peso (dei libri o un dizionario andranno più che bene, ma se avete una pressa in legno, ancora meglio!). 

Attendete una decina di giorni prima di fissare le foglie su un supporto (carta o cartoncino bianco o colorato) a mezzo di scotch sottile o spilli. Appuntate il nome comune e il nome scientifico, il luogo e la data di raccolta. Per proteggere le foglie in modo che si conservino a lungo, potete inserire ogni scheda in una busta trasparente e raccoglierle in una cartellina o in un quaderno ad anelli. 

Potrete creare erbari tematici o topografici, o basandovi semplicemente sul criterio che preferite. Potete creare una scheda per ogni pianta o fare delle composizioni. Costruire un erbario può essere un’attività ludica anche per i bambini: alleneranno discriminazione visuale, logica, coordinazione, concentrazione. Buon divertimento! 

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