L’Ippocastano : di cavalli e di castagne

  • Nome scientifico : Aesculus hippocastanum L.
  • Nome comune : Ippocastano
  • Famiglia : Sapindaceae
  • Fioritura : Aprile/Maggio
  • Località di raccolta : Bois de Vincennes, Paris 12ème, France
  • Colore : Rosa, bianco
  • Profumo : delicato
  • Tenuta in vaso : 2 giorni c.a.
  • Tipologia in composizione: Face flower / Gesture

L’ippocastano  (Aesculus hippocastanum nella classificazione di Linneo del 1753) è un grande albero appartenente alla famiglia delle Sapindinaceae diffuso in tutta Europa. Lo si vede comunemente lungo i viali di città o nei grandi parchi dove le sue chiome creano grandi zone d’ombra. La sua etimologia (Ippocastano = castagna di cavallo) deriva dal fatto che i suoi frutti, non commestibili per l’uomo, erano invece utilizzati come medicinale per i cavalli : la denominazione è rimasta poi nell’italiano Ippocastano e nell’inglese Horse-chestnut.

Originario del Caucaso, la sua introduzione in Europa si deve a Charles de l’Ecluse il quale nel 1591 introdusse la pianta nei giardini imperiali viennesi dopo aver ricevuto alcuni semi dall’ambasciatore del Sacro Impero Von Ungnad, che si trovava in Turchia. L’Ippocastano approdò poi in Francia grazie al botanico Bachelier il quale nel 1615 raccolse alcuni semi dell’albero a Costantinopoli e li piantò nel giardino del Palais de Soubise, nel Marais, a Parigi. Maria de Medici non fece in tempo a vedere i meravigliosi ippocastani che adornano ancora oggi i suoi “Jardins de Luxembourg”, perché furono piantati dopo la sua morte. La novità botanica fu introdotta anche nei giardini della reggia di Versailles ma Luigi XIV non fece in tempo a vedere la maestosa bellezza dell’albero adulto (J. Brosse, Storie e Leggende degli alberi, Parigi, 1987, pp. 111-114).

L’Ippocastano è bellissimo in ogni stagione. In primavera fiorisce sontuosamente : i suoi grandi fiori a forma cilindrica (possono raggiungere i 20 cm!) di colore rosa intenso o bianco ornano l’albero come fossero candelabri, attirano le api e il mio sguardo ammirato. Le sue grandi foglie palmate offrono ombra d’estate e pennellate di colore brunito in autunno. L’ippocastano produce anche dei frutti : grosse capsule rotonde e verdastre, piene di aculei come dei ricci. Durante l’inverno i frutti cadono e si aprono : al loro interno si trova il grosso seme, simile a una castagna. Si tratta di “castagne matte” NON commestibili! Quindi attenzione a non confonderle con le castagne edibili, del Castagno per l’appunto.

Quando ero piccola la mia nonna metteva sempre una castagna matta nelle tasche dei miei cappotti : diceva che mi avrebbero protetto dai mali di stagione e dai raffreddori. Lo faccio ancora oggi. Non si sa mai che funzioni 😉 Ma forse questa leggenda popolare affonda le radici lontano nel tempo : già nel 1600 si conoscevano le virtù medicamentose della pianta e nel 1800 se ne scoprirono le proprietà curative per i disturbi della circolazione venosa, proprietà poi confermate dalla medicina moderna.

Grazie a @burabacio (Sabrina Ferrero, illustratrice italiana) per questa bellissima illustrazione. Andate a guardare la sua pagina instagram : crea delle meraviglie ed è GENTILE.

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