Il Gladiolo, un fiore dal fascino vintage

  • Nome scientifico : Gladiolus L.
  • Nome comune : Gladiolo
  • Famiglia : Iridaceae
  • Fioritura : Maggio-Ottobre (tutto l’anno se coltivati in serra)
  • Località di raccolta : Salzano (Venezia), Italia
  • Colore : Vari colori
  • Profumo : —
  • Tenuta in vaso : dai 3 ai 5 giorni c.a.
  • Tipologia in composizione: Face flower / Gesture

Il Gladiolo è un fiore originario dell’Africa e dell’Europa Centrale, è perenne e fiorisce di anno in anno come molte altre piante da bulbo. L’etimologia deriva dal latino gladius ( = spada) : fu Plinio il Vecchio ad attribuirgli tale nome ravvisando nelle foglie del gladiolo, lunghe, sottili e appuntite, una somiglianza con una spada, il gladio appunto. Le foglie, lunghe e carnose, sono di color verde intenso, i fiori si dispongono lungo il gambo, in altezza. Unico difetto : sfioriscono abbastanza in fretta e hanno tendenza a ripiegarsi su se stessi nella parte alta, più fragile.

Sono una decina le specie di gladioli coltivabili, in vaso o in terra : i bulbi (denominati cormi) vanno interrati alla fine dell’inverno, in vista della fioritura estiva. Per beneficiare di una fioritura abbondante l’esposizione dovrà essere soleggiata e il suolo fertile e leggero. Oltre alle specie coltivabili, esistono anche alcune varietà spontanee (gladiolus segetum, gladiolus communis, gladiolus palustris), tutte di color rosa intenso.

Il gladiolo è rimasto per secoli allo stato spontaneo : fu solo a partire dalla metà dell’800 che questo fiore iniziò a suscitare l’interesse dei botanici i quali iniziarono a creare degli ibridi dai fiori colorati. Tradizionalmente, il gladiolo veniva usato dalle giovani donne come ornamento per capelli e vesti e veniva utilizzato soprattutto durante le cerimonie di nozze : le amiche della sposa, infatti, ponevano sulla loro testa una corona di fiori di gladiolo in segno di gioia per la felicità dell’amica. I significati del gladiolo sono molteplici : tra tutti quello della forza d’animo o delle sofferenze d’amore, probabilmente in relazione alla forma delle foglie, che ricordano una spada (il gladio, appunto).

Oggi il Gladiolo è un fiore caduto in disuso nell’ambito delle decorazioni floreali, eccetto rare eccezioni (per esempio le decorazioni funebri) : non lo si usa né nei bouquet né negli allestimenti floreali per eventi o matrimoni. Una delle cause è sicuramente la scarsa tenuta in vaso di questo fiore e l’emergere di altre varietà, più “alla moda”. Inoltre, con la globalizzazione, il mercato florovivaistico è cambiato e, ad oggi, è possibile procurarsi pressoché qualsiasi varietà di fiori, in ogni periodo dell’anno e proveniente da qualsiasi parte del mondo. Viene meno dunque la necessità di lavorare con fiori locali e di stagione (per fortuna piano piano stiamo tornando allo “slow flower”). Non era così però nei decenni centrali del 1900, quando i gladioli comparivano negli allestimenti floreali delle chiese, o nei bouquet da regalare. Fiore rustico, facilmente reperibile, stagionale (da maggio a ottobre), imponente, il gladiolo la faceva da padrone nei matrimoni del secolo scorso (forse anche per la tradizione secondo la quale il gladiolo era legato alle celebrazioni nuziali) o nei vasi per decorare la casa perchè coltivato negli orti e nei giardini. Forse è per questo che il gladiolo conserva quest’aura un po’ vintage, demodé : ci ricorda il fascino di quegli anni evocando la nostalgia di un tempo passato.

Nella foto qui sotto : l’allestimento floreale per il matrimonio dei miei nonni, Gianna e Savino, celebrato il 20 Settembre 1961. Si possono notare dei “cuscini” di garofani e gladioli bianchi.

Da ricordo degli anni ’50 a fiore estremamente grafico, opulento, oppure minimalista, le declinazioni del gladiolo e le sue potenzialità potrebbero essere infinite: l’ideale è comporre grossi mazzi di gladioli (e solo gladioli – il gladiolo è uno di quei fiori da “meglio soli che mal accompagnati”) in bei vasi di design. L’effetto sarà ultra chic. Ispiratevi anche alle nature morte di grandi pittori, da Van-Gogh a Renoir, che dipingevano grandi vasi di gladioli multicolore, talvolta abbinati a rose di giardino, gigli e violaciocche.

Vi lascio qui qualche idea per renderlo contemporaneo e raffinato (con i gladioli, come con le calle, è un attimo cadere nel kitsh anni ’90, quindi attenzione !) con uno sguardo al passato, e uno al futuro.

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