Bacche d’autunno : Biancospino, Cinorrodi, Viburno

L’autunno è la stagione delle bacche per eccellenza : le siepi di Piracanta punteggiano le ringhiere delle case, la Nandina domestica fa capolino nei giardini con le sue bacche rosse fuoco, il Sinforicarpo si orna di piccole bacche bianche che sembrano fiocchi di neve. Sono tantissime le piante che in questo periodo dell’anno fanno bella mostra dei loro frutti, sui rami spogli dell’autunno.

Tra le tante piante che producono questi gioielli della natura, ce ne sono tre che amo particolarmente : il Viburno, il Biancospino e le Rose. Sono tre piante “trasformiste”: ad ogni stagione cambiano d’aspetto; le loro bacche sono resistenti e quindi perfette per composizioni in vaso o senz’acqua; i loro colori si adattano a una grande moltitudine di palette e non danno l’impressione che si tratti di una composizione natalizia (nelle composizioni natalizie ormai l’uso della bacca è sdoganato) : conferiscono un tocco di originalità e naturalezza a qualsiasi tipo di decorazione floreale. Ecco qui qualche esempio di composizione autunnale che ho realizzato con bacche di Viburno, Rosa e Biancospino .

Il Biancospino è il primo “trasformista” del gruppo : in primavera si carica di meravigliosi fiori bianchi dal profumo intenso e un po’ selvatico ; si riempie di foglie dalla tarda primavera, prima tenere e verdi poi scure e brillanti. In autunno si spoglia di tutto e quelli che un tempo erano fiori diventano bacche rosse e tonde, cibo prediletto per i Merli. Il Biancospino (crataegus oxyacantha) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosacee, il cui nome deriva dal greco “kratos” che significa forza, “oxus” acuminato (i rami del biancospino sono infatti spinosi) ed “anthos” fiore. Un fiore delicato ma vigoroso, la cui forza si manifesta nella trasformazione dei fiori in bacche, prima verdi, poi rosse. Nell’antica Grecia si usavano adornare gli altari con rami di biancospino in fiore in occasione dei matrimoni. I Romani avevano dedicato la pianta alla Dea Maia e alla Dea Flora, che regnava sulla primavera trionfante. In Inghilterra il Biancospino è legato alla tradizione cristiana : Giuseppe d’Arimatea, colui che chiese a Pilato il corpo di Cristo dopo la morte in croce, sarebbe arrivato in Britannia e qui avrebbe piantato il proprio bastone dal quale miracolosamente fiorì un Biancospino. Ogni anno, fino al 1600, un ramo di questo Biancospino veniva offerto ai reali di’Inghilterra nel giorno della vigilia di Natale. Nel Medioevo si usava decorare un albero di biancospino con oggetti che rappresentavano la fecondità per attirare la prosperità e allontanare gli spiriti malvagi. Ancora oggi a causa delle sue spine aguzze il Biancospino è benaugurante in quanto considerato in grado di allontanare il malocchio dalle case. Il Biancospino in fiore è perfetto per un bouquet di fiori primaverili ; le sue bacche verdi possono integrare qualsiasi composizione d’inizio estate; i rami autunnali, spogli e ricchi di bacche sono perfetti per composizioni “grafiche” o per decorare coroncine da appendere.

La Rosa è la regina del giardino e anche lei è una “trasformista” : fiorisce nella tarda primavera e dopo la sfioritura produce bacche cangianti; talora rifiorisce in autunno prima di assopirsi durante i mesi invernali. Le bacche prodotte dalle rose si chiamano cinorrodi e non sono da considerarsi il frutto della rose in quanto derivano dall’ingrossamento del ricettacolo (in botanica, la parte del fiore in cui sono inseriti i vari organi fiorali – carpelli, stami, petali e sepali). La forma, il colore e la dimensione dei cinorrodi varia molto a seconda delle specie : possono essere verdi, arancioni, rossi e quasi neri o blu; possono avere forma allungata o sferica ed essere ricoperti o meno da sottili aculei. Con i cinorrodi della Rosa Canina, molto ricchi di vitamina C, si può preparare una confettura o una tisana ed in Slovenia viene prodotta una bibita analcolica, la Cockta. L’olio essenziale derivato dalle bacche di rosa canina è adoperato in cosmesi per le sue numerose proprietà tra cui la sua azione antinvecchiamento. Nelle composizioni floreali autunnali e invernali, i cinorrodi portano in scena il lato inedito della rosa.

Il Viburno è una pianta appartenente alla famiglia delle Caprifoliacee, coltivato principalmente a scopo ornamentale, di cui si contano moltissime varietà. La bellezza del Viburno sta nelle sue fioriture bianche e profumate e nelle caratteristiche bacche autunnali (rosse /viola-blu a seconda della varietà). Le specie a foglia caduca fioriscono in primavera, la gran parte delle specie sempreverdi fioriscono o rifioriscono invece in autunno. Fiori e bacche sono riunite in caratteristici racemi ad ombrello. Le bacche di Viburno sono tossiche per l’uomo e sembrano non piacere nemmeno all’avifauna. Il consiglio è quindi quello di stare alla larga da queste bacche, per non incappare in spiacevoli intossicazioni alimentari. Le foglie e la corteccia del Viburno hanno invece diverse proprietà e benefici. Il decotto di foglie di Viburnum Lantana, vanta proprietà astringenti e antidiarroiche; per uso esterno viene utilizzato per lavaggi, sciacqui astringenti, come lozione contro l’alopecia. La polvere e l’infuso di corteccia di Viburnum opulus, raccolta e seccata in autunno, vanta proprietà calmanti del sistema nervoso e delle contrazioni uterine. L’estratto fluido o la tintura di corteccia di Viburnum prunifolium ha proprietà sedative, antispastiche, antiabortive, curative nella dismenorrea e nelle coliche. Il Viburno, con i suoi fiori e le sue bacche rosso violacee ha ispirato i poeti : Giovanni Pascoli, nel “Gelsomino notturno“, evoca l’immagine delle farfalle che volano tra i viburni al calar della sera : «E s’aprono i fiori notturni, nell’ora che penso a’ miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari…». Il Viburno è anche protagonista di una canzone russa (Kalinka) : «O viburno rosso di casa mia, dove in giardino fioriscono i lamponi. Bacche di bosco, lasciatemi dormire…». Il suo significato nel linguaggio dei fiori è quello di “muoio se mi trascuri”. E’ per questo motivo che viene molto utilizzato all’interno di bouquet il cui scopo è quello di comunicare un messaggio d’amore in maniera inequivocabile.

Felice autunno a tutti.



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