Il Festival Internazionale dei Giardini al castello di Chaumont-sur-Loire

Il castello di Chaumont-sur-Loire, patrimonio UNESCO, è uno degli 83 gioielli architettonici e paesaggistici che punteggiano la valle della Loira, in Francia.

Costruito attorno all’anno Mille da Eudes I, Conte di Blois, distrutto e ricostruito durante il Rinascimento, il Castello di Chaumont illustra l’architettura difensiva di epoca gotica e gli splendori architettonici rinascimentali. Caterina de’ Medici, moglie del re Enrico II, acquista il castello nel 1550 per cederlo pochi anni dopo a Diane de Poitiers, in cambio del non lontano castello di Chenonceau. Tra ‘700 e ‘800, il castello conosce un intenso periodo di fermento artistico e intellettuale: i nuovi proprietari, la famiglia Le Ray de Chaumont, accolgono lo scultore italiano Nini, l’americano Benjamin Franklin, scienziato e politico, e la letterata Madame de Staël. Il principe e la principessa di Broglie, ultimi proprietari del castello, acquisito nel 1875, danno un impulso di modernità, fantasia e mondanità: l’architetto Paul Ernest Sanson viene incaricato del restauro del castello e della sistemazione degli appartamenti privati, adattandoli alle esigenze di comfort della modernità. I ricevimenti al tempo dei Broglie sono stati resi celebri dall’opera di Gabriel-Louis Pringué, Trente ans de dîners en ville, pubblicata nel 1948. L’autore rievoca così il soggiorno di Ferdinand d’Orléans al castello di Chaumont, nel dicembre 1913:

La tavola era ricoperta di argenteria splendente che scintillava alla luce delle candele poste su alti candelabri d’argento a 8 o 10 braccia. Una composizione di orchidee verdi striate di marrone decoravano il centro della tavola. La biancheria da tavola era superba. Tra i succulenti piatti preparati per il duca vi era il Pavone di Chaumont, molto reputato in quanto si nutriva di germogli di cedro che conferivano un aroma particolare alla sua carne succulenta.

Il Parco che circonda il castello è una creazione relativamente recente rispetto ai secoli di storia dell’edificio. Anche se l’idea di dotare il castello di un parco storico risale al 1573, per la sua realizzazione si dovrà attendere il XIX secolo. Fino al 1880 il parco ospitava un villaggio di casette, una chiesa e un cimitero. A partire da questa data l’architetto paesaggista Herni Duchêne trasforma gli spazi in un vasto parco all’inglese. I lavori durano dal 1884 al 1888 e costano 560.000 franchi. Duchêne crea un sistema di sentieri che permettono di percorrere interamente il giardino e di aprire la visuale su magnifici scorci. Dei grandi cedri vengono piantati in varie aree del parco e le essenze arboree sono selezionate sulla base del colore del fogliame, cangiante in base alla stagione. Piccoli sentieri secondari conducono a elementi d’attrazione come un piccolo acquedotto, un ponte rustico o il cimitero dei cani. Una grande serra e diversi giardini perenni dedicati a essenze vegetali provenienti da tutto il mondo completano questo parco straordinario. In quest’area potrete ammirare il giardino cinese, il giardino coreano, il giardino giapponese, il giardino africano e le collezioni di peonie, dalie, clematidi, iris e Aster (una novità del 2021).

Oggi il Domaine di Chaumont-sur-Loire è il primo Centro d’Arte e Natura interamente votato alla relazione tra natura e cultura, alla creazione artistica e paesaggistica, all’arte contemporanea. Il Domaine accoglie ogni anno il celebre Festival Internazionale dei Giardini e importanti esposizioni di arte contemporanea.

Il tema scelto per il Festival dei Giardini 2021 è il Biomimetismo e la valorizzazione dell’architettura complessa che soggiace ad ogni forma di vivente. Gestione dei flussi, purificazione delle acque, conversione della luce del giorno in energia, processi chimici: tutto esiste in natura. Disciplina che trae ispirazione dalle forme, dalle proprietà, dalla materia e dalle funzioni degli esseri viventi, il biomimetismo studia e imita i processi biologici e biomeccanici della natura e degli esseri viventi per ispirarsene e apportare soluzioni alle attività e tecnologie umane. I giardini dell’edizione 2021 illustrano, con grazia, ingegno e creatività, le virtù del biomimetismo e le sue potenzialità.

25 giardini concorrono per il festival 2021: paesaggisti e giardinieri provenienti da ogni parte del mondo si misurano con il tema del biomimetismo e dell’ecologia attraverso un’estetica del verde ogni volta differente. L’acqua nella sue diverse forme, frattali vegetali, metamorfosi perpetue, curiosità vegetali, specchi e fontane sono solo alcuni degli elementi compositivi di questi giardini.

Le Jardin Caméléon (n.1) è stato concepito come una metamorfosi permanente, cangiante nei colori e nelle forme, come un animale che si mimetizza sullo sfondo naturale; il giardino Effet Lotus (n.8) mette in scena le foglie di loto, perfettamente impermeabili e caratterizzate dalla facoltà di far scivolare via l’acqua dalla superficie. Al fine di illustrare questa qualità idrofoba della pianta, il giardino accoglie una distesa di fiori di loto. Il giardino Osmose (n.9) si ispira all’apparato radicale degli alberi per concepire un sistema di irrigazione naturale ed economico; il giardino Tout est connecté (n.21) si ispira invece all’architettura delle cellule biologiche per illustrare la rete e i social network. La giuria del concorso è costituita dalla direttrice del Domaine e da grandi nomi del vivaismo, ibidratori, paesaggisti.

Il Domaine de Chaumont-sur-Loire è un virtuoso paradiso verde: i suoi 32 ettari di terreno costituiscono un polmone verde in grado di assorbire 60 tonnellate di carbonio all’anno. Inoltre, la gestione quotidiana delle attività che si svolgono entro i suoi confini è rigidamente regolamentata da un protocollo eco-responsabile. In accordo con la Strategia Nazionale della Protezione della Biodiversità, il Domaine ha bandito dal 2010 qualsiasi utilizzo di prodotti fitosanitari; l’acqua destinata all’irrigazione è perlopiù piovana, raccolta in un bacino che la ridistribuisce tramite una fitta rete irrigua. I sentieri e i camminamenti presentano superfici permeabili che favoriscono il drenaggio di sostanze minerali assorbite, in seconda battuta, da arbusti e alberi; una pacciamatura costante e l’uso di pochi fertilizzanti naturali limitano l’erosione del suolo e garantiscono un’umidita e una qualità eccellente dei terreni. I rifiuti verdi sono compostabili e molte aree sono lasciate a prato, non sfalciato, per favorire la biodiversità di flora e fauna. Nelle bordure e nelle aiuole vengono privilegiate annuali e perenni mellifere e le collezioni vegetali sono create in concerto con vivaisti della regione. Infine, tutto il legno recuperato dallo smantellamento dei giardini temporanei del festival, viene stoccato e riutilizzato per riparazioni o per creare sedute e mobilio per il parco.

Per saperne di più visitate il sito https://domaine-chaumont.fr/fr

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